SULLE VETTE PIU’ ALTE DELLA TOSCANA

un vero e proprio ciclotrekking “ estremo “

Total distance: 56260 m
Max elevation: 1931 m
Min elevation: 1129 m
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IL RIFUGIO BOCCA DI SCA

Il Monte Prado è posto sul crinale di confine tra Emilia Romagna e Toscana e con i suoi 2054 mt. di altezza è la vetta più alta della regiona toscana.  Tale dato è riportato anche su un cippo peraltro di dimensioni assai modeste che il CAI di Pisa ormai parecchi anni addietro ha posizionato sulla cima.  Il giro qui proposto ci porta a valicare due volte il crinale appenninico tosco emiliano , una prima volta sulla sella del monte Prado, immediatamente al di sotto della vetta ed una seconda volta, per rientrare dalla Garfagnana sugli scaloni del Monte Vecchio, situato sempre sul crinale appenininico immediatamente ad est del m. Prado.  E’ un giro veramente favoloso dal punto di vista panoramico che  ci fa salire per due volte quasi intorno ai 2000 mt. , quota dalla quale nelle giornate più limpide si può spaziare dall’ arco alpino fino al mare ed alle pianure toscane.  E’ un giro estremamente vario in quanto ci fa pedalare tra maestose faggete , tra grandi foreste di pini ed abeti , specie nelle zone adiacenti al p.sso delle Forbici e sulle praterie d’ alta quota nei tratti più elevati e di crinale. La suggestione poi, specie nei periodi di fine estate ( Settembre) viene aumentata dall’ accompagnamento che in questo periodo avremo, specie nel versante emiliano , da parte dei bramiti che alcuni branchi di cervi, presenti in zona, non ci faranno mancare o dall’ avvistamento di qualche rapace , inclusa l’ aquila reale, che con la loro maestosità aggiungeranno un tocco di regalità al nostro giro.

E’ un giro però che per la lunghezza, il dislivello, le difficoltà tecniche , specie nei tratti di bici a mano è riservato esclusivamente a persone assolutamente ben preparate in termini di allenamento, specie sulla durata e dotate di una buona tecnica.   Il problema infatti è che una volta arrivati in Garfagnana esiste solamente una variante che pur permettendo di accorciare un poco la lunghezza ed il dislivello, però comporta sempre un impegno notevole e quindi, a meno di spezzare il giro in due giornate , una volta scollinati in Garfagnana  è richiesto almeno uguale impegno per il rientro.

Dalla circonvallazione di Civago che percorreremo in direzione località Case di Civago si stacca una piccola strada asfaltata sulla dx., che porta le indicazioni Case Cattalini e lì, a quota 1142 mt. in corrispondenza di un piccolo piazzale ove è collocato un monumento di ricordo ai caduti dell’ ultima guerra inizia il nostro percorso.

Il percorso imbocca la unica strada forestale che da lì si diparte e che con pendenza regolare e fondo discreto , dopo essere salita fino a quota 1575 , con alcuni interessanti scorci panoramici sull’ alta val dolo e sul crinale appenninico, ridiscende fino al ponte del torrente Lama ove è collocata una sbarra che blocca l’ accesso ai veicoli motorizzati non autorizzati ( Km. 9 mt. 1490 1 h. 5 min.).  Superata la sbarra dopo poco la forestale si biforca e noi terremo la dx. ( indicazioni rifugio Battisti ) , pur dando una occhiata anche alla diramazione di sn., che costituirà la nostra via del ritorno.  Continuamo a salire con alcuni tratti anche di pendenza più sostenuta, per uscire poi dalla zona boscosa  verso un paesaggio d’ alta quota in prossimità del passo di Lama Lite ( Km. 12.3  mt. 1781 1 h. 40 min.), spartiacque tra la valle del Dolo, che stiamo ora percorrendo e la valle dell’ Ozola in splendida e panoramica posizione nel cuore dell’ Appennino Reggiano.  Di qui il nostro sguardo comincia a spaziare sull’ crinale appenninico ad est verso le cime dell’ appennino modenese con l’ inconfondibile profilo del Cimone , ad ovest verso la catena dell’ alpe di Succiso e a nordovest verso la vetta del Cusna, massima elevazione dell’ appennino reggiano con i suoi 2120 mt..   Sulla nostra dx. parte la forestale che in circa 5 min. ci conduce al rifugio “ C. Battisti “ ( mt. 1751) di recente ristrutturato , utile punto tappa per eventuali rifornimenti ed un breve ristoro.  Diversamente noi prenderemo a sn. per la Forestale diretta al rifugio Bargetana e poi a Ligonchio sul versante della valle dell’ Ozola seguendo anche i segnavia biancorossi dei sentieri 633 – 631.  Dovremo però prestare attenzione a non farci prendere troppo la mano dai saliscendi della bella forestale in quanto dopo poco meno di un chilometro dal passo di Lama Lite dovremo deviare sulla nostra sn. seguendo la traccia ed i segnavia del sentiero CAI n° 631 diretto alla sella del monte Prado.  In questo sentiero, che di lì a breve costeggerà il suggestivo laghetto di monte Prado dovremo in questo primo tratto spingere frequentemente la bici a  mano sovrastati dalla suggestiva parete nordovest del monte stesso.  Dal laghetto in poi ci attende una salita di circa 200 mt. di dislivello su sentiero impossibile da pedalare e nel quale dovremo spingere e portare continuamente la bici a mano.  La fatica viene però ben mitigata dal grandioso panorama che ci attende al nostro arrivo sulla sella di monte Prado ( Km. 14.1 mt. 1940  2 h. 05 min.). Volgendo lo sguardo verso sud ovest oltre ad una magnifica panoramica di tutte le alpi Apuane e del mare, qualora l’ aria sia particolarmente limpida, guardando in basso intravediamo la meta della nostra prossima tappa e cioè la sagoma bianca del piccolo rifugio di Monte Prado.  Proseguendo verso sn. in direzione della vetta del m. Prado ben presto troviamo i segnavia biancorossi e la traccia del sentiero CAI n° 70 che inizialmente si rivelerà troppo sconnesso per riuscire a rimanere in sella ,  ma di lì a poco ci consentirà di rimontare in sella per raggiungere sia pure con certa difficoltà ed usando prudenza il rifugio, che non è aperto, trattandosi di costruzione della forestale e di ricovero per i pastori della zona ( km. 15.1 mt. 1730  2 h. 20 min ).  Dal rifugio parte una bella e divertente strada forestale che ci consente rapidamente di scendere attraverso larghi tornanti senza grossi dubbi sulla direzione da tenere.   Dopo quasi 6 km. di discesa giungiamo ad un bivio più evidente. Qui dovremo prestare attenzione a svoltare a sn. ad attraversare su guado dal fondo cementato uno dei rami del fiume a coorte per riprendere brevemente a salire prima di ritrovarci sulla strada asfaltata che proviene da Vicaglia, in prossimità del nucleo abitato di Casini di Coorte ( Km. 24.3  mt. 1150  2 h. 55 min.).   Svoltiamo a sn. su asfalto , tenendo poi la sn. ad un primo bivio in prossimità del ristorante “ La Greppia “  e successivamente dopo un’altra breve risalita giungiamo ad un ulteriore bivio caratterizzato dalla presenza di una fresca fonte ( Km. 26.5 mt. 1220 3 h. 05 min.).  Qui troviamo a sn. in salita le indicazioni per Sella di Campaiana e Campaiana e ben presto ci ritroviamo a salire immersi in fitta e maestosa pineta su fondo che ridiventa sterrato. Le pendenze non sono eccezionali , tuttavia la fatica può cominciare a farsi sentire ed è quindi consigliabile affrontare anche questo tratto di percorso con una certa cautela.  Poco più di 4 km. e ci ritroviamo alla sella di Campaiana, posta immediatamente a ridosso della caratteristica Pania di Corfino, ottima balconata sulle Alpi Apuane ( Km. 30.8 mt. 1539 3 h. 50 min.). Affrontiamo ora la discesa , che dopo un paio di km. diventa asfaltata , verso il nucleo di Campaiana ove troveremo un altro punto di ristoro nel bar ristorante “ Il Fungo” ( Km. 33 mt. 1358 4 h.).  Dopo Campaiana continuamo sempre per lo stradello asfaltato ancora in discesa e, dopo circa 1 km. e mezzo svolteremo a sn. in salita su ampia forestale ( indicazioni in legno rif. Bocca di Scala). Ci attende ora una salita relativamente lunga e faticosa che, sia pure con pendenza non impossibile ( 8.5% medio) non ci darà tregua per poco meno di 5 km. fino a giungere al rif. Bocca di Scala , punto di appoggio per i pastori posto al limite delle praterie di alta quota in una zona ricca di mirtilli (Km. 39.3 mt. 1700 5 h.).   Da qui seguiamo ora una traccia di tratturo non sempre facile da seguire che prosegue oltre il rifugio e conduce sulla cresta che abbiamo di fronte, ove andiamo ad intercettare i segnavia bianco rossi del sentiero 58 del CAI.  Questo sentiero seguito svoltando a dx. in salita ci conduce ad inerpicarci sulle balze rocciose degli Scaloni del Monte Vecchio che possiamo nitidamente osservare avanti a noi.  Qui dovremo ben presto smontare di sella e spingere la bici a mano non senza qualche difficoltà nell’ attraversare successivamente alcune roccette. Sono poco più di 200 mt. di dislivello quasi tutti con bici a mano per giungere così nuovamente sul sentiero CAI 00 del crinale appenninico in prossimità del p.sso degli Scaloni (Km. 41 mt. 1936 5 h. 30 min.). Ancora una volta la fatica ci viene ben mitigata dalla presenza di panorami mozzafiato su tutte le altre principali cime appenniniche con l’ inconfondibile sagoma del M. Cimone ad est, su Lama Lite e sul monte Cusna avanti a noi  e sull’ arco delle Apuane alle nostre spalle.  Ora riprendiamo a pedalare sia pure inframmezzando qualche tratto lungo il sentiero 00 volgendo ad est ( alla nostra dx.) e aggirando le pendici sud del monte cella per giungere così al passo Bocca di Massa ( km. 42.4 mt. 1812 5 h. 45 min.) ove troveremo un pannello indicatore del CAI che indica sulla nostra sn. la direzione del sentiero 633 diretto a Lama Lite ed al rifugio Battisti ( non facciamoci prendere da tentazioni esplorative in quanto questo sentiero , molto bello , è assolutamente impedalabile). Noi qui comunque abbandoniamo il sentiero 00 per svoltare a dx. in discesa dapprima lungo una traccia di tratturo ben evidente che poi diventa sentiero meno pedalabile con sbiaditi segnavia biancorossi e si dirige alla volta della bianca costruzione del rifugio di Monte Cella che ora intravediamo davanti a noi.  Al rifugio Monte Cella ( altro punto di appoggio per i pastori Km. 43.5 mt. 1653 5 h. 55 min.)) ritroviamo una ampia e ben pedalabile strada forestale che in veloce discesa ci conduce rapidamente ad intercettare la forestale che , proveniendo dalla statale delle Radice , località Casone di Profecchia è diretta al passo delle Forbici ( km. 45.1 mt. 1562 6 h.).  Qui in corrispondenza spesso di ampie cataste di legname, svoltiamo a sn. riprendendo a salire leggermente.  Terremo la sn. anche ad un bivio successivo ed alternando tratti discensivi a tratti in salita  sempre per lo più immersi nel fitto bosco giungiamo così al passo delle Forbici ( punto chiave delle antiche vie di comunicazione tra le valli appenniniche e la toscana ed il mare  km. 47.8 mt. 1575  6 h. 15 min.)   In corrispondenza del passo troviamo un piccolo oratorio , che , in caso di maltempo potrebbe divenire anche un utile punto di riparo ed un cippo che ricorda i caduti della resistenza di Castelfranco Emilia.  Svoltando a sn. ( sbarra) imbocchiamo un’altra bellissima e riposante mulattiera discensiva che in circa 4 km. ci conduce al rifugio segherie in località Abetina Reale ( km. 51.7 mt. 1412 6 h. 25 min.), altro possibile punto di ristoro con bar ristorante e possibilità di pernottamento. Ci attende ora un’altra risalita, non particolarmente impegnativa , ma dura per i chilometri che ormai abbiamo nelle gambe , attraverso la quale ci ritroviamo alla sbarra del torrente Lama , già incontrata all’ andata ( km. 53.4 mt. 1490 6 h. 35 min.) . Risaliamo rapidamente a quota 1575 per poi ritrovarci in veloce discesa a raggiungere nuovamente il nostro punto di partenza a Case Cattalini ( km. 63.4 mt. 1142  7 h.)

Varianti e scorciatoie

Partenza da ponte torrente Lama

Poiché la strada forestale che conduce da Case Cattalini al rifugio Segherie o al rifugio Battisti è ,pur essendo sterrata, aperta al traffico veicolare se vogliamo abbreviare il percorso e ridurne il dislivello di circa 550 mt. potremo portarci con l’ auto fino alla sbarra del ponte sul rio Lama , dove la strada è chiusa e di lì fare partire il nostro giro. Come detto , in questa maniera potremo ridurre il dislivello ed il chilometraggio di circa 18 Km.  In conclusione lo stesso giro , facendolo partire dalla sbarra di rio Lama diventa di 45 Km con un dislivello di 1750 mt.

Rientro da Rifugio San Leonardo e Case di Civago

E’ una piccola variante che sostanzialmente non modifica l’ impegno, né cambia il dislivello. E’ riservata a coloro che giunti quasi al termine del giro abbiano ancora la voglia e la lucidità di divertirsi percorrendo una discesa più sconnessa e tecnica rispetto alle forestali che altrimenti percorreremo terminando il giro passando dal rifugio segherie e dalla sbarra di rio Lama.  Giunti al p.sso delle forbici ( km. 47.8  mt. 1575) , anziché girare a sn. superando la sbarra e dirigendosi così per comoda forestale al rifugio segherie, tireremo diritto in direzione p.sso

SUL CRINALE 00 VERSO BOCCA DI MASSA

Giovarello. Dopo poche decine di metri troveremo sulla sn. in lieve salita l’ imbocco del sentiero 691 (segnavia biancorossi del CAI) che attraversa dapprima un tratto di bosco in single track , per poi attraversare una frana ed affacciarsi su un  ampio e suggestivo panorama sulla valle del Dolo e sulle cime che costituiscono la catena del monte Cusna. La discesa successiva alterna tratti di imponenti pinete ed abetaie ad ampie ed ombrose faggete di alta quota ed è piuttosto accidentata. Con la giusta attenzione , potremo però ricavarne soddisfazione e divertimento. Al termine di questa discesa guaderemo il torrente dolo ed un suo affluente in stretta sequenza ( vi è anche una traballante passerella di legno non sempre pienamente fruibile. ) e non sempre, soltanto nei periodi di magra, riusciremo agevolmente a passare senza mettere i piedi in acqua.  Superato il secondo guado un ripido strappo ci porta a raggiungere la sommità del prato dove , in suggestiva posizione è situato il rifugio S. Leonardo ( km. 1.8 da p.sso Forbici), ove potremo eventualmente anticipare un poco di meritato riposo ( il posto invita veramente a farlo).  In realtà, anche se siamo ormai molto vicini alla meta le fatiche non sono del tutto finite. Infatti dopo il San Leonardo ci aspetta una breve , inaspettata ed intesa risalita e successivamente una discesa che in alcuni tratti ci metterà veramente ancora a dura prova in particolare per la sconnessione del fondo. . Giungiamo così in breve e con tratto finale sostanzialmente semipianeggiante in località Case di Civago ( 3.1 Km. da p.sso Forbici) ove ritroviamo l’ asfalto.  Percorsi circa 500 metri  troveremo sulla nostra sn. il bivio per Case Cattalini e per asfalto in pendenza contenuta, ma resa impegnativa dei chilometri e dal dislivello già compiuto in circa 2 km. ritroveremo le auto che lì ormai parecchie ore prima, avevamo parcheggiato.  Mentre dal punto di vista del dislivello non vi sono modificazioni significative rispetto ai 2300 mt. complessivi , con questa variante il giro viene accorciato in maniera significativa ( di circa 12 km.) risultando così complessivamente di 51 km.

Da Vedere

Rifugio Battisti ( www.rifugiobattisti.it tel 0522897493):  Di proprietà del CAI sezione di Reggio Emilia sorge in splendida posizione in prossimità di Lama Lite, spartiacque tra le valli del Dolo e dell’ Ozola, entrambi affluenti della dx. idrografica del fiume Secchia.  Il rifugio, situato a 1761 mt. di quota si trova in posizione incantevole nel cuore della Montagna Reggiana tra le sue cime più alte . In particolare a nord si trova aggettante a picco su Lama Lite il M. Prado , che, posto sul crinale appenninico,  con i suoi 2054 mt. è la vetta più alta della toscana . A sud si trova la catena del m. Cusna, mt. 2120  , l’ uomo morto, per i reggiani , per la sua caratteristica forma , specie quando lo si osservi dalla pianura o dalla collina. 

Rifugio San Leonardo (info@rifugiosanleonardo.it, tel. 338-4532324  : Si tratta di un piccolo rifugio situato a poca distanza da Civago ( circa 20 min. a piedi da Case di Civago), sulla sponda sn. del Dolo, risistemato da pochi anni (tra il 2003 ed il 2005) nella posizione e sulle rovine ove sorgeva l’ antico ospitale di San Leonardo al Dolo , la cui esistenza era già documentata a partire dal XII° sec. per accogliere i viandanti che percorrevano la via delle Forbici.

Rifugio Segherie ed Abetina Reale  (info@rifugiosegheria.it  www.rifugiosegheria.it  tel.  0522-807222 – 338 8482715 ) : E’ situato in posizione intermedia fra i tre rifugi della valle del Dolo a 1450 s.l.m.. Era in origine una segheria fatta costruire intorno alla metà del XVI secolo dal casato degli Estensi nel cuore dell’Abetina Reale ed è rimasta funzionante fino alla fine degli anni 70. E’ raggiungibile anche dalla Garfagnana per strada forestale chiusa al traffico veicolare che parte dalla località Casone di Profecchia e raggiunge il rifugio tramite il passo delle Forbici.

Parco dell’ Orecchiella

Torrente Dolo :  si tratta del principale affluente del fiume Secchia, nel quale si getta in località Cerredolo di Toano .  Nasce da lama Lite e raccogliendo acque di numerosi affluenti in prossimità del borgo di Gazzano viene a costituire l’ omonimo lago artificiale che alimenta una serie di centrali idroelettriche, ora sottoutilizzate,  edificate intorno agli anni ’20 per fare fronte al incrementato consumo energetico di quegli anni di iniziale sviluppo. Da li in poi e fino al termine del suo decorso costituisce il confine tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Modena.  Di particolare suggestione numerosi suoi tratti ed in particolare la stretta e selvaggia gola che a partire dalla diga ne delinea il decorso fino alla altezza dei paesi della media valle Morsiano nel versante reggiano e Romanoro nel versante modenese.

verso il passone , sullo sfondo lama lite ed il rifugio battisti