MONTE EVANGELO E GRANDE QUERCIA DA RONDINARA. DISCESA A VEGGIA

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SULLA CIMA DELL’ EVANGELO NELLA NEBBIA

Un bel giro con dislivello contenuto e carraie non particolarmente impegnative, ma da evitare nei periodi piovosi in quanto il terreno è prevalentemente allo scoperto, ma argilloso.

Total distance: 37253 m
Max elevation: 431 m
Min elevation: 113 m
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La salita al Monte Evangelo dalla Chiesa di Rondinara è molto impegnativa in quanto fino alla cosidetta Grande Quercia ( albero secolare di quasi 6 metri di circonferenza ), pur essendo quasi tutto asfalto ( una volta più di 15 anni fa era sterrato) presenza pendenze che mai scendono sotto il 15% con punte anche intorno al 23-24 % nella parte finale prima dell’ agriturismo.

LA PICCOLEZZA DELL’ UOMO DAVANTI ALLA GRANDE QUERCIA

Il crinale successivo è assai appagante e rimane suggestivo, anche se ovviamente non panoramico, in mezzo alla nebbia. Dopo avere superato le case ormai abbandonate del nucleo rurale di Bottegaro si sfila davanti ad un numero quasi incalcolabile di ripetitori , posizionati sul monte evidentemente quando ancora non vi erano le regole paesaggistiche di oggi. Rimangono, anche se uno di questi è stato recentemente buttato giù da una tempesta di vento, come segno di contraddizione tra la natura , con i suoi colori e le sue armonie ed il progresso che ci chiede di avere sempre campo e di potere rimanere sempre collegati. Una dicotomia che chi ha la mia età può cogliere molto bene avendo vissuto molti anni nell’ epoca precellulari, ma che forse i millennians non riescono a concepire. Dopo avere superato l’ osteria bar che si trova quasi sulla vetta ed avere superato la vetta dell’ Evangelo ( ove è collocata una ormai datata statua del Cristo con un vangelo in mano) abbiamo cominciato a scendere, sempre seguendo la traccia principale in direzione est e siamo così sbucati sulla strada provinciale per Montebabbio San Valentino . Qui abbiamo svoltato a dx. in direzione Montebabbio, ma ormai in prossimità di questo paese in corrispondenza di una secca curva a dx. abbiamo tenuto la sn. su un single track che sfiorando un capannone agricolo ha continuato inanzia a noi ad aggirare le case del borgo , per poi ritornare sulla provinciale a monte del paese. Qui abbiamo tenuto la sn. in direzione San Valentino per poi tenere la sn. al bivio successivo in direzione Cadiroggio. Superate pero le case di Pradivia , dopo una veloce discesa abbiamo imboccato a dx. una carraia segnalata CAI con indicazione San Valentino. Dopo alcuni simpatici su e giù siamo giunti su una cresta con bella vista sul castello di San Valentino, per poi scendere rapidamente al borgo di Valfosca dopo abbiamo girato a dx. sull stradello ghiaiato di accesso per ritornare così dopo una breve risalita sulla provinciale ormai in vista di San Valentino. Dopo avere continuato un poco su asfalto abbiamo tenuto la sn. su carraia ( indicazione castello) a raggiungere così le ultime case di San Valentino a ridosso del castello ormai da anni in fase di restauro molto lento e comunque non visitabile. Abbimo così superato su asfalto tutte le case del paese ed ignorato un primo bivio a dx,. ed un successivo a sn. ( la via dei calanchi che riportava alla valletta del rio Rocca)siamo tornati sulla provinciale Castellarano San Valentino in prossimità di una piccola industria ceramica. Qui , anzichè rimanere sulla provinciale , abbiamo tenuto sulla sn.l della provinciale una stradicciola in salita diretta al nucleo de Le Ville. Dopo una breve risalita su asfalto siamo così sbuicati su carraia ed abbiamo cominciato a scendere seguendo i segnavia bianco rossi del sentiero per Tressano Veggia. Si tratta di un sentiero molto bello e poco impegnativo che consente di giungere all’ imbocco della azienda agricola San Valentino, dove si raggiunge lo stradello ghiaiato di accesso.

lLA CARRAIA VERSO VEGGIA

Anzichè girare a sn. in direzione Veggia abbiamo semplicemente attraversato lo stradello per proseguire sulla carraia dirimpetto a noi e così tenendo la sn. al successivo bivio abbiamo raggiunto la piazzetta di Tressano alto. Qui abbiamo preso a sn. in salita una stradicciola asfaltata a fondo cieco con indicazioni CAI B/R per Veggia . Dopo una breve ma faticosa risalita attraverso un bel crinalino dapprima nel bosco e poi aperto abbiamo raggiunto Veggia in prossimità del bivio per via Covetta.

SUL SENTIERO TRA TRESSANO E VEGGIA

Qui abbiamo imboccato la ciclabile lungo la vecchia strada statale per raggiungere in direzione nord il Parco Morgone, ove si trova il sottopasso che permette di superare la nuova statale e consente di raggiungere la ciclabile lungo Secchia. Noi però abbiamo superato il Secchia sul nuovo ponte ciclabile e girando a dx. controcorrente abbiamo percorso tutta la ciclabile della dx. idrografica fino alla diga di Castellarano, tramite la quale siamo rientrati in territorio reggiano a Castellarano. Dopo una breve sosta bar , abbiamo preso la direzione del Monte Le Malee , ben segnalata in quanto su questo montarozzo è stato recentemente posizionato il Big Bench di Castellarano.

SUL BIG BENCH DE LE MALEE

Dal monte le Malee, tenendo la dx. in direzione ovest su bella carrareccia , dopo una breve risalita siamo giunti sulla strada asfaltata minore in prossimità dell’ agriturismo San Valentino . Da qui girando a dx. abbiamo raggiunto la chiesa di San Valentino, sede anche del museo del beato Rolando Rivi. Superata la chiesa abbiamo girato a sn. in discesa e dopo avere superato il borgo di Telarolo abbiamo completato il giro raggiungendo le auto presso la chiesa di Rondinara.

L’ ULTIMA DURA RAMPA PRIMA DI RAGGIUNGERE L’ ASFALTO IN PROSSIMITA’ DELL’ EGRITURISMO SAN VALENTINO