AI PASSI FORBICI, GIOVARELLO E RADICI

Le grandi acque non possono spegnere l’amore
né i fiumi travolgerlo.
Cantico dei Cantici,6

KM 52,100. DISLIVELLO M 1430

Case di Civago Case Cattalini Rif. Segherie Passo delle Forbici Passo Giovarello Rif. ” Le Maccherie” San Geminiano Passo Radici San Geminiano Boscoreale Piandelagotti Madonna di Pietravolta La Macchiaccia Lago di Gazzano Fontanaluccia Gazzano Madonnina della Pilotta Civago

Total distance: 51479 m
Max elevation: 1640 m
Min elevation: 745 m
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AL PASSO DELLE FORBICI
USCITI DAL BOSCO IN PROSSIMITA’ DEL PASSO DI GIOVARELLO

Veramente un bel giro. Sotto proporrò il giro indicato con il numero 1 nel volumetto da me pubblicato dal titolo “Alto Appennino Reggiano in mountain bike” volume 1. In realtà il giro che voi troverete nella cartina e nel file GPS non corrisponde esattamente a questo giro, in quanto le condizioni atmosferiche e le condizioni del terreno ci hanno indotto, strada facendo a modificare l’itinerario. Parcheggiata l’auto in prossimità della località Case di Civago abbiamo seguito l’itinerario descritto fino al Passo di Giovarello. Mai, dico mai, pur avendo fatto questo tragitto molte volte, mi era capitato di farlo in mezzo a una così grande ricchezza di acqua. Sembrava di essere all’interno di quel bellissimo canto biblico che è il Cantico dei Cantici. e questo ritornello mi mulinava nella mente mentre pedalavo “le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo”. Ogni rigagnolo, dai più piccoli ai più grandi presentava una portata superiore a qualsiasi altra giornata nella quale lo avevo percorso. Piccole cascatelle con il loro fragore e la loro freschezza abbellivano via via il percorso. A tratti più che pedalare su una mulattiera sembrava di pedalare in mezzo a un torrente in quanto le acque ne avevano invaso e talora a tratti anche, almeno in parte, eroso la carreggiata. Molto bello, veramente molto bello e suggestivo, ma anche più faticoso del solito in quanto pur non essendoci fango “cattivo”, a tratti le ruote sembravano quasi incollate al terreno e bisognava moltiplicare le energie per non rimanere bloccati.

DA SAN GEMINIANO AL PASSO DELLE RADICI

Abbiamo proseguito scollinando dal passo di Giovarello e dopo essere transitati al davanti del rifugio “Le Maccherie”, siamo giunti in prossimità della località San Geminiano. Con l’idea, finalmente dopo tanto digiuno, di fermarci a mangiare seduti intorno a un tavolo, abbiamo preso allora la forestale che ci ha condotti al Passo delle Radici.

Qui un’altra sorpresa, il ristorante bar Lunardi, tradizionale punto di ristoro in tanti nostri giri appenninici era chiuso, desolatamente chiuso, come alcuni mesi fa.

Mentre tirava un forte vento proveniente da Ovest, che accompagnava l’incalzare di neri nuvoloni verso di noi, abbiamo dovuto decidere come proseguire. Abbiamo abbandonato l’idea di scendere a Casone di Profecchia per poi risalire alle Forbici dalla bella forestale che da lì parte, con l’idea anche di fermarci a mangiare in quella località; abbiamo anche abbandonato l’idea di proseguire per San Pellegrino in Alpe, che avremmo potuto raggiungere solamente per asfalto, in quanto le condizioni del terreno non erano certamente idonee a percorrere il sentiero di collegamento e dobbiamo quindi deciso di tornare indietro. Abbiamo quindi ripercorso a ritroso la forestale verso San Geminiano e da lì per asfalto ci siamo diretti sulla strada provinciale di collegamento tra Piandelagotti e Civago, ove abbiamo potuto amaramente constatare come il punto di ristoro di Boscoreale sia anch’ esso desolatamente chiuso. Poiché nel frattempo il cielo era ritornato abbastanza azzurro, le nuvole si erano mantenute ancora lontane ed alcuni di noi non erano provvisti dei tradizionali panini, abbiamo optato per raggiungere Piandelagotti. Scelta valida: al ristorante bar Alpino di questa località abbiamo potuto così sederci intorno a un tavolo e gustare un ottimo e abbondante piatto di tagliatelle ai funghi o al ragù, un ottimo dolce in tempi rapidi e con un ottimo rapporto qualità prezzo.  Da Piandelagotti ci siamo poi diretti a Madonna di Pietravolta e dopo avere superato la ceramica lì ubicata, abbiamo girato a sinistra per la bella mulattiera che conduce alla località “La Macchiaccia”. Da lì, tornati sulla strada di collegamento tra il territorio Reggiano e il territorio del comune di Frassinoro, ci siamo diretti verso la diga del Lago di Gazzano con l’intento poi di salire a Gazzano.  Giunti alla diga però abbiamo trovato la brutta sorpresa della chiusura della stessa. Abbiamo provato ugualmente a passare, ma un cancello non superabile chiuso con lucchetto ci ha impedito di passare dall’altra parte.

https://studio.youtube.com/video/I7DLh2nOXnY/edit

Ci siamo chiesti ancora una volta che senso avesse questa chiusura, in quanto in realtà il cantiere non interessa affatto la diga, ma la costruzione adiacente, ma non siamo stati capaci di darci una risposta sensata. Siamo così dovuti risalire a Fontanaluccia per imboccare nuovamente la strada asfaltata in direzione Gazzano e scendere fino al ponte sul torrente Dolo, veramente rigoglioso di acque. A Gazzano, superato il paese, abbiamo voluto concludere in bellezza il nostro giro. Abbiamo girato a sinistra, indicazioni Ca’ del Biondo e, senza non poca fatica per il terreno sconnesso e molto bagnato, sul quale le ruote slittavano frequentemente, abbiamo raggiunto la  Madonnina della Pilotta , con la bella fontanella omonima. Qui abbiamo dovuto abbandonare il sentiero 690 che, transitando al di sotto della torre dell’ Amorotto, conduce in prossimità di Civago, in quanto assolutamente non pedalabile e, percorrendo comunque diversi pezzi a piedi abbiamo girato a destra in salita poco prima della fontana a raggiungere così nuovamente l’asfalto sulla strada per Civago. Ancora 2 km e mezzo ed abbiamo raggiunto le auto terminando il giro che alla fine è risultato essere piuttosto significativo, in quanto abbiamo percorso poco più di 52 km e un dislivello di 1430 m.

ULTIME PEDALATE VERSO IL PASSO DI GIOVARELLO
PartenzaCASE DI CIVAGO
Km.32.8
Altezza di partenza1000 m.
Massima altezza1665 m.
DifficoltàM
Dislivello1250 m.
Durata2 ore 50 min
Bici a manobrevi tratti
Asfalto10.2
Ghiaiate- Forestali16.5
Mulattiera – sentiero5.1
Single track1
Percorribilità StagionaleEvitare periodi umidi o molto piovosi
tabella del giro descritto nel volumetto ” Alto Appennino Reggiano in mtb “
IL RIFUGIO FORESTALE ” LE MACCHERIE

Da Civago  potremo raggiungere senza eccessiva fatica e su forestali  ben pedalabili 2 passi minori posti sul crinale della catena appenninica tosco emiliana. Dei 2, in particolare il passo Giovarello offrirà spettacolari panorami sia sulla catena delle Alpi Apuane che sulle restanti cime appenniniche.  Per giungere al passo delle Forbici, antico transito per Pellegrini e merci verso la Toscana che ebbe una frequentazione importante fino al secolo scorso, attraverseremo la cosiddetta Abetina Reale che fu riserva del duca Francesco 4°  D’Este. Era la riserva di legname pregiato del Ducato per la costruzione di navi ed abitazioni. Al passo è situata una cappelletta ed un cippo che ricorda i partigiani caduti in combattimento il 2 giugno 1944 nella zona. Dal passo di Giovarello sconfineremo in territorio modenese continuando a scendere fino alla località di San Gemignano su forestali assai gradevoli che, d’inverno, si trasformano in piste da sci di fondo, intensamente praticato nella zona.

Potremo parcheggiare l’auto in località Case di Civago, ove termina l’ asfalto. Poco prima di questa località, dalla quale proseguendo lungo la sinistra idrografica del torrente Dolo, si può imboccare il sentiero CAI 607  per il Rifugio Segherie – Abetina reale, prenderemo in salita sulla nostra sinistra, ritornando in direzione Villa Minozzo, la strada asfaltata con l’indicazione Case Cattalini.  Raggiunta questa piccola località (bar-fontana) (km 2.1 – mt 1142)la oltrepassiamo  imboccando in salita la strada forestale che dopo altri 9 km, dapprima in salita fino a quota 1575, successivamente in leggera discesa, ci consente di raggiungere il ponte sul torrente Lama a quota 1490 mt.  ove una sbarra blocca l’accesso al traffico veicolare (km. 11 – 1 ora). Superata la sbarra, al bivio successivo teniamo la sinistra in direzione Rifugio Segherie-Abetina Reale che raggiungiamo sempre sulla piacevole forestale in discesa (km 12.8 – mt 1418).  Qui, oltre ad una eventuale sosta al punto di ristoro, potremo rinfrescarci alla fresca fonte che troviamo superato il rifugio sulla sinistra, all’inizio della forestale che ci condurrà al passo delle Forbici. Il tratto che ora ci troviamo a percorrere,  dal rifugio Segherie al passo delle Forbici (km 16.6 – mt 1578 – 1 ora 25 min.) è, forse in assoluto, uno dei più piacevoli, non solo di questo giro, ma di tutti gli itinerari descritti. In poco meno di 4 km infatti affronteremo su una forestale dal fondo ideale un dislivello medio del 4.5%. Oltre alla pendenza contenuta ed al fondo favorevole il tratto è quasi tutto all’interno del fitto bosco che alterna pineta a faggeta d’ alto fusto per cui, anche nei periodi più caldi, non mancherà il refrigerio della loro ombra.

ORMAI VICINI A SAN GEMINIANO

Al passo delle Forbici ignoreremo la forestale che si dirige a destra a raggiungere la statale per il passo delle Radici in località Casone di Profecchia ed imboccheremo invece sulla nostra sinistra la mulattiera che con tratti di salita anche ripida, dopo essere uscita dal bosco, ci fa raggiungere il passo di Giovarello (km18 –  mt1665) , massima elevazione del giro, ove potremo godere di splendidi panorami a sud sulla catena delle Alpi Apuane ed a nord est sulla restante catena appenninica con il Monte Cimone in particolare evidenza. Sconfiniamo ora in territorio modenese. Percorriamo in discesa la mulattiera assai sconnessa che scende costeggiando la parete est del Monte Giovarello, fino al raggiungimento del rifugio forestale Le Maccherie ( non gestito) (km 19.3 – mt 1550 1 ora 35 min. ).  Da qui si diparte una ampia forestale dall’ottimo fondo che, in prevalente discesa, dopo avere superato il bivio sulla destra per il passo delle Radici, tenendo la sinistra, ci consente di raggiungere la radura ove è situato il piccolo oratorio di San Gemignano (km 21.5 – mt 1450 –1 ora 45 min. fonte).  In questa località potremmo decidere di proseguire per un breve tratto su asfalto od in alternativa proseguire sul sentiero segnato CAI ( 599)  comprendente anche la via Matildica e la Via Bibulca,  delle quali troveremo pannelli esplicativi).  Superato il centro di fondo “Boscoreale” (ristoro), a poco meno di 1 km e mezzo da San Gemignano, abbandoneremo definitivamente l’asfalto per proseguire in ripida salita ancora sul sentiero Matildico – Via Bibulca che si diparte alla nostra sn. ( Km. 22.9).  Dopo poco meno di mezzo chilometro di ripida salita, quando la carraia spiana, incontriamo un bivio nel quale le due vie, Matildica e Bibulca, si separano. Noi qui terremo la sn. (via Matildica – indicazione Roncadello di Sopra).

ALLA MADONNINA DELLA PILOTTA

La mulattiera, dapprima invitante, peggiora poi decisamente come fondo e, nei periodi piovosi presenta diversi tratti acquitrinosi e poco pedalabili. Dopo un primo tratto di salita discretamente pedalabile, raggiunta la cima del cosiddetto Colle del Morto, si scende poi con tratti impegnativi a raggiungere la strada provinciale Piandelagotti – Civago in località Roncadello di Sopra ( km. 24.8 – mt 1280 – 2 ore 10 min). Qui svoltiamo a sn. ( indicazione Civago ) ed in 8 Km. di asfalto poco trafficato, dopo avere superato la località di Civago “ La Romita” ritorniamo a Civago e da lì rapidamente a Case di Civago ove ritroviamo l’ auto (km 32.8 – 2 ore 50 min.) .

Punti di Interesse

Passo delle Forbici

Il passo si trova sulla strada Forestale che collega i due versanti emiliano e toscano tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Lucca.   La costruzione della strada risale all’ epoca ducale finalizzata al trasporto del legname e del carbone dall’Abetina Reale e dalla Segheria verso valle e verso il mare. Presso il passo si trova una piccola cappella e sul lato opposto un cippo posto in memoria dei partigiani della Brigata Stella Rossa e del Battaglione sovietico che caddero combattendo contro le brigate nazifasciste il 5 giugno 1944. 

Rifugio “ Le Maccherie “

Piccolo rifugio Forestale posto in prossimità di una torbiera con area picnic, non gestito , ma prenotabile su richiesta (349 864 4311) .  Dispone di 12-16 posti letto su 2 piani. D’ inverno lambita dalle piste di sci di fondo che si diramano dal vicino centro fondo di Boscoreale.

San Gemignano

Piccolo e suggestivo oratorio posto al termine della strada asfaltata che da Piandelagotti conduce al centro di fondo di Boscoreale La leggenda narra che vi sia rifugiato l’ omonimo vescovo  e patrono di Modena dopo la sua elezione al trono vescovile. Vi è ubicata anche una fresca fonte. 

LA FATICOSA RAMPA CHE DALLA PILOTTA PORTA SULL’ ASFALTO DI CIVAGO

https://studio.youtube.com/video/X3x_q7AufF4/edit

https://studio.youtube.com/video/_ojTlf7kX-g/edit

https://studio.youtube.com/video/1dP5INX-4hs/edit

IL TANTO ATTESO MOMENTO ENOCONVIVIALE